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Mobilità elettrica in Giappone. Quant’è avanti il Sol Levante?

Prima della pandemia, quando i viaggi erano la normalità, il nostro Alberto Pozzo, CEO di GardaSolar, era partito per un viaggio nel Sol Levante, per portare con sé il modello di navigazione sostenibile 100% italiano costituito dalle barche elettriche Gogo Boat.

Ne era nato un bellissimo incontro di business, che girava attorno a un omaggio singolare: una tavoletta di legno con un augurio di valore in lingua giapponese, creata con la collaborazione di Agenzia Perdonà.

GardaSolar_mobilità elettrica gioappone

Proprio in questo paese, Alberto ha avuto modo di toccare con mano la corsa all’elettrico che sta cambiando il volto e la mobilità del Giappone. Portando con sé nuovi spunti e considerazioni per un nuovo turismo elettrico anche in Italia.

Mobilità elettrica in Giappone: alcuni numeri

Da sempre paese fortemente industrializzato, ma che in questi anni si è messo in discussione proprio sul tema della sostenibilità, il Giappone sta procedendo deciso verso il mondo dell’elettrico nonostante qualche ritrosia da parte del CEO di Toyota, Akio Toyoda, che avverte del pericolo di un passaggio troppo repentino alla nuova mobilità. Già nel 2019, il numero di colonnine elettriche ha superato quello dei tradizionali distributori di benzina: ben 40.000 punti di ricarica elettrica contro 30.000 pompe di benzina.

In previsione delle Olimpiadi 2020 di Tokyo, poi posticipate per il Covid-19, la stessa Toyota ha promesso la discesa in campo di una diverse mobility, costituita da Concept car innovative, elettriche e con guida autonoma, per guidare le delegazioni e gli sportivi nel dedalo di strade della capitale. Segno che in vista dell’importante flusso turistico, il ricorso alla mobilità elettrica diventa la risposta, oltre che una dimostrazione di forza di una Nazione.

Ma anche dal punto di vista della navigazione elettrica, core business di GardaSolar, il Giappone è già avanti: è recente la decisione di introdurre barche elettriche e traghetti green per fare da collegamento tra le tante isole che costellano il Giappone.

Giappone_elettrico

Mobilità sostenibile… E l’Italia?

Come spesso accade nel nostro paese, decisamente lento a recepire le novità, la mobilità elettrica deve ancora fare breccia nelle abitudini delle persone ma, soprattutto, delle istituzioni.

Il recente report 2020 di LeasePlan certifica che a Milano circola il 25% delle auto elettriche italiane, ma il resto del Bel Paese fatica a stare al passo: in una graduatoria di 22 paesi europei, noi siamo al 17esimo post, con solo il 3% di penetrazione dell’auto elettrica. Sul podio, ci sono Olanda, Norvegia e Regno Unito. Per la sola Norvegia si parla del 60% di auto elettriche.

venezia_barche elettriche

Eppure la mobilità elettrica potrebbe essere una rivelazione, tanto nel mondo del lavoro, quanto nel turismo, che cambierebbe per sempre l’impronta che il viaggiatore lascia nell’ambiente durante i suoi sempre più intensi periodi di relax.

Basti pensare a Venezia, città dall’ecosistema fragile che potrebbe beneficiare di un ridotto moto ondoso grazie ai fuoribordo elettrici. In realtà le barche elettriche nella Serenissima sono ben lontane da diventare un trend e sono rimaste, finora, solo promesse elettorali.

Come colmare il divario?

“Credo che la reticenza e i dubbi sull’elettrico siano causati dalla disinformazione – spiega Alberto Pozzo – Per questo il nostro impegno, al di là della continua ricerca di prodotti e servizi, è quello di informare sui vantaggi di questa forma mobilità e smontare dei pregiudizi, spesso ingiustificati. Sul tema dei costi, ad esempio. In questi mesi stiamo intensificando i nostri sforzi comunicativi per aiutare gli imprenditori turistici a guardare oltre la mole dell’investimento, sicuramente importante. Investire in una flotta elettrica per il noleggio turistico, consente infatti di recuperare la spesa in modo rapido, addirittura in una sola stagione. Perciò credo che informare, offrire consulenza e una vicinanza costante ai professionisti del settore, siano le soluzioni giuste in questa fase iniziale. Ci crediamo ed è ciò che facciamo ogni giorno.”

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